[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"Article","@id":"https:\/\/www.nemora.it\/canale-monterano\/#Article","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.nemora.it\/canale-monterano\/","headline":"La citt\u00e0 fantasma di Canale Monterano","name":"La citt\u00e0 fantasma di Canale Monterano","description":"Canale Monterano \u00e8 un borgo situato a pochi chilometri di distanza dal Lago di Bracciano, nel Lazio. La cittadina, incastonata fra i Monti della Tolfa e i Monti Sabatini, non lascia presagire nulla dello spettro che si nasconde sotto le pieghe dell&#8217;abitato odierno. 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Imboccando un&#8217;anonima stradina che si trova a sinistra della Chiesa principale ci si ritrova proiettati in un dedalo di viette secondarie le quali, percorse fino in fondo, sboccano infine in una percorso semi-sterrato che improvvisamente si apre sull&#8217;ingresso della Riserva Naturale di Monterano.Varcare il cancello significa oltrepassare il confine fra due mondi. Ci si lascia alle spalle la dimensione della realt\u00e0 attuale\u00a0per entrare in una sorta di doppio, una zona d&#8217;ombra. Il negativo di una fotografia, lo Yin, il rovescio.IndiceAntica Monterano e gli EtruschiBorgo abbandonato di Canale Monterano: cenni storiciSatana e Canale MonteranoI fantasmi di Canale MonteranoAntica Monterano e gli EtruschiCanale Monterano \u00e8 una citt\u00e0 fantasma che condivide l&#8217;origino e il destino subito da un altro borgo abbandonato nella provincia di Roma: Galeria Antica. Le radici del nucleo abitato sono da ritrovarsi nella civilt\u00e0 etrusca, la qualche ha lasciato la sua impronta chiara e forte in ogni angolo di questa area. La presenza umana, tuttavia, \u00e8 attestata gi\u00e0 in epoca preistorica fin dal II millennio a.C. da ritrovamenti di manufatti in pietra e utensili rudimentali nei pressi delle numerose caverne di cui \u00e8 costellato il territorio. Il borgo, di fatti, sorge su un&#8217;altura tufacea che dall&#8217;alto domina le due gole del Fiume\u00a0Mignone e dal Torrente Bicione e le ripide pareti solcate dai due corsi d&#8217;acqua sono ricchissime di grotte naturali che portano il segno di un intervento umano.L&#8217;area \u00e8 chiaramente di origine vulcanica, scendendo a valle ci si ritrova\u00a0catapultati da un ambiente boschivo e verdeggiante al letto sulfureo del fiume, che riversa le sue acque multicolore in paesaggio lunare.Lungo il percorso che conduce verso il paese perduto, ci si imbatte in numerosi sepolcreti etruschi che riportano i marchi distintivi di questa cultura: incisioni rupestri distribuite apparentemente secondo un ordine casuale, ma che se osservate nell&#8217;insieme delineano\u00a0pattern\u00a0tanto precisi quanto misteriosi. Le tombe pi\u00f9 vicine al centro di Monterano, spesso, sono state rimaneggiate e impiegate\u00a0in epoche successive come stalle, cantine, depositi per attrezzi e ricoveri pastorali. La distribuzione di questi manufatti \u00e8 estesa al punto che anche all&#8217;interno del borgo stesso, alla base di edifici di epoca romana o medievale, \u00e8 possibile imbattersi sovente in camere ipogee di matrice etrusca.Uno dei resti pi\u00f9 interessanti di origine etrusca \u00e8 costituito dal Cavone. Le\u00a0vie cave\u00a0(o &#8220;tagliate&#8221;) rappresentano la massima espressione dell&#8217;ingegneria di questo remoto popolo italico e consistono in percorsi viari a cielo aperto scavati all&#8217;interno di pareti tufacee.Camminare all&#8217;ombra di queste imponenti pareti significa camminare in un lembo stretto fra il cuore delle terra e il cielo, abbracciati dal respiro umido della roccia. La funzione delle vie cave ancora oggi non \u00e8 certa, tuttavia le ipotesi pi\u00f9 accreditate ritengono si trattasse di strade cerimoniali, canali per il convoglio delle acque, regolari vie di comunicazione o trincee militari strategiche.Ma ora \u00e8 il momento di cambiare periodo storico e addentrarci nella citt\u00e0 fantasma.Borgo abbandonato di Canale Monterano: cenni storiciSuperato un abbeveratoio e un piccolo corso d&#8217;acqua, ci si trova davanti a un acquedotto di fattura romana che conduce l&#8217;occhio verso la rocca su cui si staglia l&#8217;antica Monterano. Osservandolo dall&#8217;esterno si potrebbe pensare a una cittadina tuttora abitata.Si sale, oltrepassando le mura di cinta del borgo, trovandosi catapultati in un istante all&#8217;interno di un dedalo di alti ruderi ben conservati.Le vicende dell&#8217;arcaica Manturianum sono comuni a quelle di molti altri centri abitati di origine etrusca: assoggettata al dominio romano nel II secolo a.C., venne dominata dai longobardi dopo la caduta dell&#8217;impero per diverse centinaia di anni. Il primo abbandono risale a un&#8217;epoca che possiamo attestare intorno all&#8217;anno 1.000, periodo in cui l&#8217;ultimo vescovo e gran parte della popolazione abbandonano Monterano, il quale rimarr\u00e0 abitato dal Signore del castello, pochi amministratori e sparuti servitori e contadini.Nel corso del XIV secolo Monterano \u00e8 interessata da un periodo di rinascita che culminer\u00e0 nel 1500, con l&#8217;acquisizione del feudo da parte della famiglia degli Orsini. I nobili promossero una serie di interventi di riqualificazione della cittadina, ingaggiando persino Gian Lorenzo Bernini per la progettazione e la costruzioni di nuovi edifici.Al celebre artista si devono opere quali il convento e la Chiesa di San Bonaventura -ancora perfettamente conservata- nonch\u00e9 la fontana ottagonale antistante e la facciata del Palazzo Baronale.La seconda primavera di Monterano, per\u00f2, non dur\u00f2 a lungo: dopo la scomparsa di Papa Clemente X, il quale ne aveva patrocinato gran parte delle opere di valorizzazione a partire dal 1670, il borgo attravers\u00f2 un declino inesorabile.Il colpo di grazie venne assestato nel 1770 da un&#8217;epidemia di malaria che falcidi\u00f2 gran parte degli abitanti. Dopo essere stati sottoposti prima alla Repubblica Romana, poi ai Borboni e in seguito nuovamente allo Stato Pontificio, Monterano venne infine incendiata e distrutta dall&#8217;esercito francese come ritorsione verso i contadini del luogo, i quali si erano rifiutati di macinare il grano delle popolazioni adiacenti sottomesse anch&#8217;esse al dominio dei francesi.Satana e Canale Monterano\u00c8 una citt\u00e0 molto vecchia Monterano e, come tutti i luoghi di memoria antica, possiede le sue leggende.Le sue vicende travagliate, in particolare, secondo la tradizione sarebbero legate a un patto con il diavolo stretto dai signori della citt\u00e0. Il ponte che collegava direttamente con la citt\u00e0, di fatti, sembra fosse continuamente distrutto e spazzato via da un vento insistente e sovrannaturale che inondava le forre e batteva i fianchi del borgo. Si narra che i potenti per ovviare a questo problema strinsero un contratto con Satana: in cambio di sacrifici rituali periodici di vergini e animali, il diavolo avrebbe garantito la sicurezza del ponte.Tuttavia, nonostante l&#8217;infrastruttura fosse stata correttamente eretta, gli abitanti del luogo invece\u00a0di onorare il patto banchettarono con le bestie sacrificali, scatenando le ire del maligno che maled\u00ec la citt\u00e0.Ma le note esoteriche di Monterano non si chiudono qui. Cos\u00ec come la gi\u00e0 citata citt\u00e0 morta di\u00a0Galeria, secondo la cronaca degli ultimi anni anche questo borgo sarebbe stato luogo di messe nere e rituali satanici. Fra i ritrovamenti citati dalle fonti giornalistiche si citano ceri, stelle a cinque punte e &#8220;simboli demoniaci&#8221;. Tuttavia, leggendo le descrizioni riportate dai vari quotidiani, risulta qualche elemento fuori posto.La simbologia di cui si parla, in realt\u00e0, \u00e8 appartenente in maniera preponderante alla religiosit\u00e0 pagana e pre-cristiana, profondamente diversa sul piano ideologico dall&#8217;occultismo anti-cristiano invocato dagli articoli in oggetto. Non \u00e8 impossibile, perci\u00f2, che siano stati scambiati per satanisti dei rituali di stampo ben diverso, i quali si appellano a una spiritualit\u00e0 arcaica e antecedente qualsiasi speculazione di tipo diabolico.La Chiesa di San Bonaventura e i ruderi di San Rocco, perci\u00f2, potrebbero essere tanto spettatori di messe nere quanto luogo di culti antichi e vicini alla spiritualit\u00e0 romana o etrusca.I fantasmi di Canale MonteranoMura di Chiese, palazzi signorili e abitazioni popolari. Caverne preistoriche, sepolcri millenari e stalle. Conventi, cantine e granai. Intorno, colline verdeggianti che celano chiss\u00e0 quali altri resti di popolazioni scomparse in epoche ormai troppo remote.L&#8217;ultimo abitante ha abbandonato\u00a0Canale Monterano 250 anni fa ma la citt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 viva che mai, seppure in una forma tenue come il pulviscolo che si osserva danzare controluce.Una volta lasciati alle spalle i compagni di escursione, poggiati contro le mura solide e umide, basta restare in silenzio pochi istanti.Gli scorci osservati fra le crepe, il fruscio dell&#8217;edera onnipresente. I raggi di luce che di sbieco irrompono nella penombra e aprono prospettive negli abissi di tufo. La carezza delle foglie che vibrano nel vento.\u00a0E una voce, una voce sottile e insistente.La voce della memoria storica, possente e autorevole. Ma anche le mille piccole voci che si sono avvicendate in questi vicoli e che hanno visto la luce e si sono estinte all&#8217;ombra dei grandi giochi di potere di cui erano ignare.Quelle vite consumate fra il silenzio delle tombe antiche in cui depositare il bestiame a fine giornata, fra le colline e i monti circostanti, oltre i quali vi \u00e8 il bordo del mondo e non esiste realt\u00e0 alcuna.Basta mettersi in ascolto per vivere cento e cento storie ancora.I fantasmi di Canale Monterano siamo noi, i visitatori, intrusi in questo dialogo silenzioso ma presente e continuo.\u00c8 la memoria il pi\u00f9 grande dono all&#8217;umanit\u00e0 ed \u00e8 la memoria la pi\u00f9 grande maledizione dell&#8217;uomo.E se non puoi liberartene allora cantala, affinch\u00e9 si sappia di quello che si cela al di sotto di ci\u00f2 che resta e affinch\u00e9 le immagini restino vive.Alessandra di NemoraUn ringraziamento speciale a Valentina ed Erika che si sono prestate a questa ennesima esplorazione.&#8220;Happiness\u00a0only real when shared.&#8221;[Christopher McCandless &#8211; Into the Wild]Linkografia essenziale:http:\/\/www.lazionascosto.it\/monterano.htmlhttp:\/\/darkgothiclolita.forumcommunity.net\/?t=13957767http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/messe-nere-ed-esoterismo-sul-mare-capitale.htmlContinua l'esplorazioneAntro della Sibilla CumanaVia Appia AnticaPiramide Etrusca di BomarzoIl Mitreo di San Nicola (Guidonia)Mausoleo di Monte dell&#8217;Incastro, il piccolo Pantheon sepoltoPericolo 81, la casa stregata di Vermicino"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"La citt\u00e0 fantasma di Canale Monterano","item":"https:\/\/www.nemora.it\/canale-monterano\/#breadcrumbitem"}]}]