[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"Article","@id":"https:\/\/www.nemora.it\/chiesa-extraurbana-colombario-tuscolo\/#Article","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.nemora.it\/chiesa-extraurbana-colombario-tuscolo\/","headline":"Tuscolo, i misteri del promontorio meridionale","name":"Tuscolo, i misteri del promontorio meridionale","description":"Una delle facolt\u00e0 pi\u00f9 potenti della mente umana \u00e8, indubbiamente, l\u2019evocazione. Evocare, dal latino \u201cchiamare fuori\u201d. O meglio, \u201cchiamare fuori dal passato\u201d. Rendere di nuovo vivo. E se c\u2019\u00e8 un ambito in cui la capacit\u00e0 evocativa \u00e8 esercitata in maniera intensa \u00e8 proprio in relazione ai luoghi. 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O meglio, \u201cchiamare fuori dal passato\u201d. Rendere di nuovo vivo.E se c\u2019\u00e8 un ambito in cui la capacit\u00e0 evocativa \u00e8 esercitata in maniera intensa \u00e8 proprio in relazione ai luoghi. Tornare in un luogo significa rivivere la somma di ricordi che vi si sono andati accumulando. Significa entrare in contatto con una sorta di personalit\u00e0 del luogo plasmata da vissuto e trascorsi.Ma non solo. Recandosi presso un luogo dall\u2019antica memoria, si pu\u00f2 tentare di ricostruire mentalmente e provare a rendere di nuovo vivo il contesto storico. Ecco, il Monte Tuscolo \u00e8 uno di quei luoghi dove spesso mi trovo a esercitare un\u2019evocazione -che ha pi\u00f9 del magico, dell\u2019esoterico, che del mnemonico- nel tentativo di ricostruire il paesaggio cos\u00ec come era nel passato. E Tusculum \u00e8 un luogo dall\u2019anima ancestrale.In particolare, ultimamente, mi sono soffermata a ricostruire mentalmente come dovesse apparire la Chiesa extraurbana situata sul promontorio posto a meridione, proprio sotto alla rocca di Tuscolo.IndiceLa collinetta a meridioneLa Chiesa extraurbana e la necropoli medioevaleLa Chiesa di Sant\u2019Agata e San NiloUn mistero dal passatoLa collinetta a meridioneQuesta collinetta \u00e8 collocata in una posizione estremamente interessante: affacciata sulla Valle Latina, a controllo rispetto all\u2019arteria di Via Tuscolana, nonch\u00e9 perfettamente allineate a sud con il Monte Cavo, antica dimora del tempio di Iuppiter Latiaris, il Giove Laziale sacro ai tempi della mitica Alba Longa. L\u2019immaginazione si lascia tentare dal situare proprio qui un qualche edificio imponente, stagliato contro la sagoma di Monte Cavo e orientato con il fronte a Ovest, verso il sole morente.Nel corso degli anni Novanta, a seguito delle ricognizioni topografiche condotte da Lorenzo Quilici e Stefania Quilici Gigli, emerse l\u2019effettiva presenza di una struttura medievale proprio in questo sito. Ma non solo, al di sotto delle fondamenta medievali risulta evidente la pre-esistenza di una villa di epoca romana, situata al di fuori di quelle che all\u2019epoca erano le mura della citt\u00e0.Quanto emerso dalle indagini in situ (svolte dall\u2019Universit\u00e0 di La Rioja coordinata dal prof. Juan A. Santos e, successivamente, dalla prof.ssa Valeria Beolchini\u00a0della Escuela Espa\u00f1ola de Historia y Arqueolog\u00eda en Roma) conferma quella che gi\u00e0 era la ricostruzione della storia di Tusculum. Si trasmette, di fatti, una prima fase abitativa della dorsale vulcanica, \u00a0che va all\u2019et\u00e0 del ferro (1.000 a.C circa) fino al V secolo d.C. La caduta dell\u2019impero romano d\u2019Occidente (476 d.C.) determina un periodo di instabilit\u00e0 che culminer\u00e0 con l\u2019abbandono della citt\u00e0.Nel corso dell\u2019alto Medioevo, X secolo d.C., sono i conti di Tuscolo a dare nuova vita a Tusculum. La potente famiglia stabilisce proprio sulla rocca (dove si trova la croce di vetta, per i pi\u00f9 pratici del territorio) il loro quartier generale e nuova linfa vitale scorre nell\u2019area precedentemente disabitata. \u00c8 in questo periodo che, sul promontorio orientato a meridione, ha luogo la costruzione della Chiesa extraurbana.L\u2019abitato medioevale si installa fra le rovine dell\u2019antica citt\u00e0, spesso con sfruttamento a scopo abitativo delle strutture funerarie rupestri presenti sul Tuscolo da secoli. Un esempio di questa occorrenza \u00e8 data dalla Grotta del Teschio, di cui abbiamo parlato in questo articolo dedicato.Ma questa seconda vita del Tuscolo non avr\u00e0 lunga durata: le schermaglie fra i tuscolani e i Romani, che caratterizzeranno tutto il XII secolo, culmineranno con la distruzione dell\u2019insediamento nel 1191 e il definitivo abbandono della citt\u00e0. Sul Tuscolo cala di nuovo il silenzio, la zona viene consacrata al pascolo e la natura si riappropria dei suoi spazi.La Chiesa extraurbana e la necropoli medioevaleQuando gli scavi prendono avvio sulla collinetta situata al di sotto della rocca, poco interessata da indagini archeologiche -se si esclude un breve intervento di Luigi Canina nella prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento- non c\u2019\u00e8 grande speranza nella possibilit\u00e0 di ritrovare intatti dei resti relativi al periodo medioevale.Invece, eccola l\u00ec: una basilica a tre navate, con l\u2019abside volta est e l\u2019ingresso orientato verso l\u2019ovest, costeggiata a settentrione e meridione da due porticati.Fonte pianta: La chiesa extraurbana di Tuscolo. Prima ipotesi di identificazione \u2013 Valeria BeolchiniAttorno alla chiesa si svilupp\u00f2 presto un\u2019ampia area di sepoltura, le tombe pi\u00f9 arcaiche si trovano proprio nell\u2019area esterna rispetto all\u2019abside e da qui man mano discendono verso ovest.Ancora una volta, la disposizione rispetto ai punti cardinali gioca un ruolo fondamentale nella simbologia dei riti funebri: tutti i corpi rilevati sono stati inumati con la testa orientata verso ovest e i piedi verso est, come a instradare il defunto nel suo cammino verso il Cielo. Abbiamo parlato spesso di quanto sia complessa la logica di orientamento spaziale dei resti situati sul Tuscolo, per chi volesse approfondire riporto qui l\u2019articolo Monte Tuscolo, morte e resurrezione.Citiamo dal prezioso documento \u201cLa chiesa extraurbana di Tuscolo. Prime ipotesi di identificazione\u201d della Professoressa Valeria Beolchini (fra i riferimenti bibliografici trovate il link per scaricare il documento completo in formato PDF) un passaggio che descrive le modalit\u00e0 di sepoltura adottate:Generalmente gli arti superiori sono piegati sopra il petto o sopra l\u2019addome e alcune parti del corpo -perlopi\u00f9 la testa, il costato o i piedi- sono protette da piccole pietre e frammenti di tegole, anche se tali protezioni non arrivano mai a delimitare uno spazio chiuso o una fossa. Le inumazioni si presentano su pi\u00f9 livelli sovrapposti fino a un massimo di tre, da cui si deduce che la necropoli ebbe un uso continuato nel tempo e che si rese necessario uno sfruttamento intensivo dello spazio. Nell\u2019ultima fase d\u2019uso della necropoli, quando ormai lo spazio disponibile era pressoch\u00e9 esaurito, fu necessario rimuovere le sepolture pi\u00f9 antiche per fare spazio a quelle nuove e in tale occasione resti selezionati delle inumazioni rimosse vennero raccolti in piccoli ossari.La chiesa fu costruita con materiale di recupero racimolato saccheggiando i resti di epoca classica, un po\u2019 come avvenne anche per l\u2019\u201darredamento\u201d dello speco di San Michele Arcangelo di Nemi\u00a0e per tante altre costruzioni medievali sparse sul territorio dei Castelli Romani.Intono al 1125, la chiesa subisce una sostanziale opera di ampliamento e arricchimento che vedr\u00e0, per\u00f2, il mantenimento della pianta originale a tre navate. L\u2019abside viene distrutta e ricostruita 6 metri pi\u00f9 a est e per mantenere in piano la base costruttiva viene creato un podio che funge da livella per la parte est dell\u2019edificio. Questo nuovo assetto dona alla Chiesa un aspetto pi\u00f9 imponente e la rende visibile per chi \u00e8 intransito nella Via Latina.Nel corso dei lavori, vengono smantellate le fosse di inumazione antiche situate nell\u2019area dell\u2019abside, o meglio, furono smantellate tutte tranne due. I resti dei defunti sono emersi durante la campagna di scavo del 2015, proprio al di sotto del nuovo altare. Perch\u00e9 solo queste tombe furono conservate? Forse per via dello status sociale di cui godevano i defunti, tuttavia non abbiamo ereditato nessun indizio che suggerisca l\u2019identit\u00e0 dei due personaggi. In ogni caso, attorno alla nuova abside trovarono luogo altre nuove sepolture.Spicca, inoltre, la presenza di un cappella funeraria situata nel portico a nord, che ospita una grande tomba antropomorfa (ovvero sagomata attorno al corpo del defunto) la cui base \u00e8 costituita dall\u2019opus scutulatum originale della villa romana. Anche in questo caso, non si ha idea dell\u2019identit\u00e0 del defunto.La Chiesa di Sant\u2019Agata e San NiloRimanendo in tema di identit\u00e0 misteriose: quale identificazione \u00e8 stata proposta per la chiesa appena ritrovata?Grazie a un\u2019analisi topografica -suffragata da fonti documentali del XI e del XII secolo e alle vicende che legano questo luogo all\u2019abbazia di Montecassino&#8211; \u00e8 stato possibile avanzare l\u2019ipotesi dell\u2019identificazione con il monastero greco di Sant\u2019Agata, il luogo in cui mor\u00ec il celebre San Nilo da Rossano, il fondatore dell\u2019omonima abbazia di Grottaferrata. Questo edificio, nell\u2019immaginario degli studiosi, era fino a quel momento collocato nella zona della Molara, pi\u00f9 in basso nella valle. Le ultime indagini per\u00f2 hanno messo in crisi questa ipotesi e avvalorato l\u2019idea proposta a seguito degli ultimi scavi. \u00c8 molto pi\u00f9 probabile che la Chiesa di Sant\u2019Agata sorgesse proprio sul promontorio.Il santo, sapendo che la sua fine era vicina, intraprese un viaggio da S\u00e9rperi fino ai Colli Albani per chiedere a Gregorio di Tuscolo la concessione di un terreno per costruire un monastero per i suoi confratelli. L\u2019anziano monaco (94enne all\u2019epoca), provato dal lungo tragitto, si ferm\u00f2 per riposare e -sulla scorta di una rivelazione avuta in sogno- trov\u00f2 accoglienza presso Sant\u2019Agata. Fu lo stesso Gregorio a lasciare la rocca di Tuscolo e ad accorrere presso l\u2019asceta , accordandogli il terreno su cui ancora oggi sorge il monastero. San Nilo trascorse qui i suoi ultimi giorni e infine si spense il 26 settembre del 1004.So cosa state pensando, perch\u00e9 \u00e8 la stessa cosa a cui ho pensato anche io. \u201cE se uno dei resti ritrovati dentro la Chiesa fosse proprio il corpo di San Nilo?\u201d. Per quanto questa ipotesi sia molto suggestiva, sappiamo per certo che il santo dopo la morte fu portato in processione a verso l\u2019abbazia ancora in costruzione e l\u00ec, nell\u2019attuale Grottaferrata, venne sepolto nella nuda terra.Un mistero dal passatoOggi, recandosi presso la collinetta, \u00e8 possibile passeggiare fra i resti semisepolti dall\u2019erba e dalle piante. A seconda delle stagioni, si possono identificare gli elementi in maniera pi\u00f9 o meno evidente.Questo piccolo promontorio \u00e8 lontano dall\u2019area nevralgica, affollata, del Tuscolo. \u00c8 difficile che le persone si avventurino fin qui, apparentemente -da lontano- non sembra ci sia granch\u00e9 interessante.Ma non \u00e8 cos\u00ec. Al netto della meravigliosa vista sulla Valle Latina e sul Monte Cavo di cui si gode, recandosi qui si afferra l\u2019intuizione di qualcosa di tanto grande quanto indefinito.Ci immaginiamo i raggi arancione fuoco del sole che lambiscono la facciata di Sant\u2019Agata e le ombre che si allungano nei porticati. La luna che lentamente si affaccia dal castello dei conti di Tuscolo, sulla rocca, indossando per mantello un cielo stellato.\u00c8 facile ipotizzare che quanto portato alla luce nel corso degli scavi non sia che una minima frazione dell\u2019immensit\u00e0 che \u00e8 passata per di qui. Basta guardarsi attorno.E se vi fate guidare dall\u2019intuito, al punto tale da oltrepassare collinetta a sud e circumnavigarla verso la parete rocciosa a ovest, troverete qualcosa di meraviglioso. Non \u00e8 semplice da rintracciare cos\u00ec com\u2019\u00e8, incastonato in alto in una grotta e coperto dalla vegetazione. Non so neanche spiegarmi la ragione che in prima istanza mi ha spinta ad attraversare i rovi e a infilarmi proprio in quell\u2019antro. \u00c8 tutta la vita che frequento il Tuscolo, eppure proprio l\u00ec non c\u2019ero mai andata. Ma quando ho alzato gli occhi ho provato un\u2019emozione difficile da quantificare: sopra alla mia testa c\u2019era un colombario (o colombaio) scolpito nella viva roccia. Decine di piccole celle ricavate all\u2019interno di un incasso nella pietra, come tante orbite vuote, rivolte verso il mare in lontananza.L\u2019aspetto incredibile \u00e8 che non si trattava di un colombario del tipo che possiamo trovare -rimanendo sempre sul monte Tuscolo- lungo la via dei Sepolcri, di quelli di stampo tipicamente romano, costruiti con cemento e mattoni, atti a contenere le urne cinerarie dei defunti.No, questo mi ricordava chiaramente i colombari rupestri della Tuscia e della provincia di Grosseto. Come quelli di Blera, Vitozza, Bomarzo. Aree dominate dagli etruschi.Non abbiamo certezze circa la datazione di questo colombario e le ricerche sono limitate dalle caratteristiche della struttura, in parte interessata da una frana e in parte sfruttata come cava in epoca tardo medievale nella sua fascia inferiore. In basso si intravedono i resti di una sessantina di cellette e sulla destra, perfettamente allineato con il sud e il Monte Cavo, troviamo una cella di circa un metro e 50 cm scavata nella roccia.In realt\u00e0, ci sarebbe da aprire un intero capitolo sul tema dei colombari di questa fattura: di fatti non \u00e8 mai stata chiarita al 100% la funzione cui erano adibiti. Si trattava di ambienti destinati al riposo dei defunti o\u2026all\u2019allevamento di piccioni? Ebbene, se per i colombari del tipo che troviamo lungo la via dei Sepolcri non abbiamo dubbi (in alcune cavit\u00e0 si distinguono ancora chiaramente le tracce delle urne cinerarie incastonate nella malta) l\u2019utilizzo di questa tipologia di colombario, di stampo etrusco o falisco, rimane ambigua.In questo caso la posizione aperta verso la vallata e la consapevolezza che la raccolta di guano di piccioni a scopi fertilizzanti era comune nei luoghi ricchi di vitigni (come il Tuscolo, per l\u2019appunto), suggerirebbe la possibilit\u00e0 di una vera e propria colombaia. Sappiamo, inoltre, nel corso del XII secolo, il monastero di Montecassino aveva acquisito la Chiesa di Sant\u2019Agata, impiantandovi le proprie tradizioni.I monaci cassinesi erano sottoposti a una particolare regola alimentare: non potevano consumare carni rosse, pertanto tendevano a sopperire al bisogno proteico mediante formaggi, legumi, uova, polli e vari tipi di volatili. Quale che sia la datazione di questo manufatto, in ogni modo, \u00e8 molto possibile che a un certo punto della sua lunga vita sia stato utilizzato per l\u2019allevamento di piccioni e colombe.Prescindendo un attimo dalla destinazione d\u2019uso, quello che ha acceso il mio entusiasmo \u00e8 proprio la possibilit\u00e0 che dietro questa opera si celi una mano etrusca. \u00c8 ancora discussa, di fatti, l\u2019opzione di un\u2019origine etrusca della citt\u00e0.La leggenda vuole che il fondatore di Tusculum sia Telegono, il figlio di Ulisse, mentre una tradizione parallela lo sostituisce al re Latino Silvio, pronipote di Enea. Il geografo Seicentesco Filippo Cluverio mise da parte ogni mitologia e sostenne che la citt\u00e0 fu fondata dai latini trecento anni prima della guerra di Troia (combattuta nel 1250 a.C. circa). Altre ipotesi ruotano attorno all\u2019idea che il nome stesso Tusculum derivi dal fiume Tuscus amnis, oggi scomparso, con chiara allusione etimologica ai Tusci (gli etruschi).Ci\u00f2 che sappiamo \u00e8 che al termine dell\u2019et\u00e0 monarchica, Tarquinio il Superbo -l\u2019ultimo re di Roma, di origini etrusche- si rifugi\u00f2 presso il genero Ottavio Mamilio, principe di Tuscolo, per organizzare un attacco contro Roma. La vicenda, poi, degener\u00f2 nella battaglia del Lago Regillo (499 a.C. circa) con la vittoria schiacciante da parte dell\u2019esercito romano e l\u2019inizio dell\u2019era repubblicana. L\u2019informazione interessante che ne traiamo \u00e8 che Tarquinia, moglie di Ottavio Mamilio dittatore di Tuscolo, \u00e8 etrusca. \u00c8 lecito immaginare che, al netto della questione della fondazione, ci fosse una certa commistione e che gli etruschi abbiano avuto in qualche grado un\u2019influenza culturale sulla citt\u00e0.Le pi\u00f9 tenaci opposizioni all\u2019idea di una fondazione etrusca della citt\u00e0, sostenuta gi\u00e0 nel IV secolo dallo storico Rufio Festo e in tempi pi\u00f9 recenti da Wilhelm Schulze, si basano sulla dichiarata assenza di qualsiasi traccia di cultura etrusca nell\u2019area del Tuscolo.C\u2019\u00e8 da dire che comunque le sepolture a colombario (o comunque, i colombai) comparirono in Etruria intorno al III secolo a.C., pertanto siamo lontani dai tempi arcaici della fondazione della citt\u00e0.Ma forse la pietra ha ancora dei segreti da sussurrare.Alessandra N.B. La cavit\u00e0 in cui \u00e8 situato il colombario porta segni evidenti di frequentazione assidua da parte di cinghiali e l&#8217;intera cavit\u00e0 appare estremamente friabile, pertanto siate cauti nel caso in cui voleste avvicinarvi. Non vi sono sentieri che conducono in questo luogo e in alcuni momenti dell\u2019anno la vegetazione potrebbe essere troppo fitta per consentirvi di raggiungerlo.Fonti fondamentali:La chiesa extraurbana di Tuscolo. Prima ipotesi di identificazione \u2013 Valeria BeolchiniInsediamenti in Grotta a Tuscolo \u2013 Valeria BeolchiniLa cavit\u00e0 del Teschio analisi archeologica e spaziale in ambiente GIS di un complesso rupestre a Tusculum \u2013 Giancarlo PasturaTuscolo \u2013 Guida ai monumenti e al panorama (Raimondo del Nero; 1994)https:\/\/www.archeologiamedievale.it\/2015\/08\/06\/tuscolo-sotto-la-chiesa-medievale-un-importante-edificio-pubblico-romano\/https:\/\/www.romanoimpero.com\/2010\/02\/tuscolo.htmlhttps:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tusculumhttp:\/\/www.arkeytecture.com\/tusculum\/https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/tuscolo_%28Enciclopedia-Italiana%29\/\u00a0Continua l'esplorazioneTuscolo, santuario di SatanaLa Via dei Sepolcri, Monte TuscoloTuscolo, fra metapaesaggio e TaoMonte Tuscolo, morte e resurrezioneSul campo di Battaglia: alla ricerca del Lago RegilloLa Cavit\u00e0 del Teschio sul Monte Tuscolo"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Tuscolo, i misteri del promontorio meridionale","item":"https:\/\/www.nemora.it\/chiesa-extraurbana-colombario-tuscolo\/#breadcrumbitem"}]}]