[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"Article","@id":"https:\/\/www.nemora.it\/galeria\/#Article","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.nemora.it\/galeria\/","headline":"Galeria, la citta&#8217; morta e il numero della bestia","name":"Galeria, la citta&#8217; morta e il numero della bestia","description":"Galeria, ingresso principale Campagna romana a perdita d\u2019occhio. Niente pi\u00f9. Percorrendo quelle strade non potresti mai immaginare di trovare qualcosa di tanto anomalo e prezioso fra i campi. Chilometri e chilometri di coltivazioni, il cielo basso, poche automobili. Non un cartello, non un\u2019indicazione. Niente. 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Sono quelli che si trovano dietro un divieto d\u2019accesso, al di l\u00e0 di una recinzione, oltre un muro di vegetazione.Accosti e parcheggi nei pressi di un grande cancello, su di esso vi sono cartelli quali \u201cVietato entrare\u201d e \u201cZona video sorvegliata\u201d.Superi il cancello e ti incammini nel mezzo del nulla. Vai avanti per centinaia di metri fra prati e pareti calcaree. Incominci a pensare di esserti sbagliato, forse la stradina che stai percorrendo non conduce veramente da nessuna parte. La vegetazione si fa fitta, la strada diventa in pendenza e improvvisamente le tue preoccupazioni sono smentite dalla vista di un arco in pietra che ti d\u00e0 il benvenuto nella citt\u00e0 fantasma di Galeria.Galeria, citt\u00e0 fantasma nell&#8217;Agro\u00a0RomanoGaleria, citt\u00e0 fantasma nell&#8217;Agro Romano.\u00a0Superato l\u2019arco ti ritrovi catapultato nel vivo \u2013si fa per dire- della cittadina. La struttura \u00e8 quella di un centro medievale. In parte crollato, in parte mangiato dalla vegetazione ma fondamentalmente intatto.\u00a0Puoi curiosare dove vuoi, senza alcuna restrizione; ci sono edifici pericolanti in cui entrare, scale da salire, finestre da cui affacciarti, caverne in cui infilarti.\u00a0Tutto a tuo rischio e pericolo.\u00a0In cotanto selvaggio spettacolo ti imbatti in qualcosa che risulta veramente fuori luogo: un cartellone turistico della provincia della Regione Lazio che illustra la storia e le caratteristiche del Monumento Naturale di Galeria. Guardi il cartello informativo, poi \u00a0osservi intorno e attesti il fatto di essere l\u2019unico umano nel raggio di chilometri.Ti domandi che rumore faccia un albero che cade nella foresta se nessuno pu\u00f2 sentirlo.A che scopo l\u2019omert\u00e0 delle indicazioni e i divieti d\u2019ingresso all\u2019entrata, se poi all\u2019interno sembri essere il benvenuto?\u00a0Dal cartellone acquisisci interessanti informazioni su Galeria. Non si sa da chi sia stata fondata nel V-IV a.C., forse dalla misteriosa popolazione latina dei Galerii, ma molto pi\u00f9 probabilmente dagli etruschi che la battezzarono Careia e i quali hanno lasciato, inoltre, nei dintorni segni della loro presenza attraverso numerose sepolture.Popolata e fiorente in epoca romana, viene abbandonata durante le invasioni germaniche del III d.C. e ripopolata solo in epoca medievale. Fu poi distrutta dai Saraceni nel IX d.C. e ricostruita a partire dal XIII secolo per mano della famosa famiglia Orsini.\u00a0Insomma, una citt\u00e0 dalla storia travagliata e destinata a terminare in maniera tragica.Campanile della chiesa di San AndreaDurante la met\u00e0 del XVIII secolo i suoi abitanti incominciano a morire in maniera misteriosa. Oggi si sospetta che la causa dei decessi sia stata la malaria, ma all\u2019epoca le morti inspiegabili che improvvisamente investirono la citt\u00e0 destarono profondo orrore.Ci\u00f2 che colpisce \u00e8 che l\u2019abbandono della citt\u00e0 non avvenne con graduale regolarit\u00e0, come si potrebbe pensare, ma assunse la forma di una fuga precipitosa e caotica agli inizi del 1800. Il fatto \u00e8 testimoniato, oltre che dai suppellettili e dagli attrezzi lasciati a Galeria, dai cadaveri ammassati sui carri, come se chi fosse incaricato di seppellirli se la sia data a gambe di punto in bianco, seduta stante. Ai corpi fu data degna sepoltura solo pi\u00f9 di cinquant\u2019anni dopo, quando furono rinvenuti.\u00a0Questa particolarit\u00e0 \u00e8 valsa alla citt\u00e0 l\u2019etichetta di \u201cPompei di Roma\u201d.\u00a0Nel 1809 a Galeria non restava nemmeno pi\u00f9 un abitante, solo edifici disabitati ma arredati e morti. Immaginare come dovesse apparire la citt\u00e0 dopo l\u2019abbandono \u00e8 talmente disturbante che provi a non pensarci e tenti di goderti il resto della gita figurandoti, piuttosto, la citt\u00e0 mentre era vitale e animata.Mulino lungo il fiume Arrone, Galeria. Foto tratta da www.italiauomoambiente.itNon esistendo un percorso di visita gironzoli alla rinfusa.Ti aggiri fra botteghe, forni, la chiesa di San Nicola, il campanile di San Andrea, la casa del governatore, il palazzo baronale, lo spaccio e il quartiere popolare. Giungi all\u2019esterno del centro fortificato, qui si ode forte e chiaro il rombo del fiume Arrone, probabile medium del morbo che stermin\u00f2 la popolazione. Pi\u00f9 in basso l\u2019antico mulino troneggia nel verde.\u00a0La leggenda narra che durante le piene invernali dell\u2019Arrone si pu\u00f2 udire una voce accompagnata dal rumore di zoccoli; si tratta del\u00a0fantasma Senz\u2019Affanni, il quale si aggira in sella a un bellissimo cavallo bianco cantando liriche per la sua amata.Galeria \u00e8 una citt\u00e0 ricca di insidie, ti accorgi ben presto che potresti lasciarci le penne anche tu in quanto il fitto tappeto di boscaglia nasconde strapiombi e buche invisibili all\u2019occhio. Il borgo \u00e8, di fatti, costellato da cavit\u00e0: alcune sono antichi magazzini, altri probabili resti di necropoli etrusche.Allontanandoti dal centro cittadino e digradando lungo il costone calcareo, ti ritrovi proprio davanti a una di queste grandi cavit\u00e0, al di sotto di una chiesa sconsacrata. L\u2019entrata \u00e8 angusta ma illuminando l\u2019interno con una torcia ti rendi conto che si tratta di un ambiente spazioso. Entri, percorri gallerie e stanze invase dalle foglie. La luce della torcia illumina una strana scritta in rosso su di una parete. Non si tratta di pittura antica, sembra piuttosto vernice. Tiri fuori la macchina fotografica e scatti delle foto alla rinfusa nel buio. Esplori ancora un po\u2019, poi torni alla luce del sole.Incuriosito recuperi la fotocamera e scorri nella galleria delle immagini per capire esattamente cosa tu abbia fotografato. Il sangue ti si gela nelle vene. Ti trovavi in una stanza circondato da scritte a sfondo satanista: \u201c666\u201d, \u201cSatan\u201d, \u201cLucifer\u201d e un disegno stilizzato di un diavolo\/caprone.Grotta con tracce di rituali satanisti, GaleriaLo scoprirai solo nelle tue ricerche successive, ma negli anni \u201990 Galeria era uno dei principali poli laziali delle messe nere. In quella stessa grotta il Nucleo Operativo dei carabinieri, nel 1999, si ritrov\u00f2 di fronte a uno scenario da brivido. All\u2019ingresso dell\u2019anfratto vi erano due grandi statue in gesso, una del diavolo e una di una donna, all\u2019interno costellavano le pareti -oltre alle scritte da te notate- sangue, croci rovesciate e per terra vi erano numerosi lumini e un recipiente traboccante sangue. Le messe nere non rappresentano una violazione della legge, tuttavia spesso queste celebrazioni sono intrecciate con atti illeciti quali lo spaccio di droga e varie forme di violenza perci\u00f2 questo ritrovamento diede il via a una serie di indagini che portarono a numerose perquisizioni e arresti.Scosso ma non intimorito da questo ritrovamento, ti avventuri in altre caverne che costeggiano quella appena esplorata e ti rendi presto conto che il fenomeno delle scritte sataniste si ripete di grotta in grotta. In una rinvieni persino il classico lumino scarlatto che generalmente si trova nelle chiese cattoliche.Galeria risulta nota nei circoli satanisti come \u201cla citt\u00e0 morta\u201d e rappresenta certamente ancora oggi un punto di incontro importante per queste correnti occulte.\u00a0Non solo, a quanto pare l\u2019antico borgo \u00e8 spesso setting per rave a base di musica techno e acidi.La vegetazione di GaleriaProvi per un secondo a figurarti la citt\u00e0 morta di notte, illuminata solo da fioche luci di candele e fiaccole. Indubbiamente \u00e8 uno scenario suggestivo. Tuttavia, dal primo momento in cui hai messo piede a Galeria, hai compreso immediatamente di cosa si tratta in realt\u00e0. Galeria \u00e8 un grande cimitero e un luogo di dolore. Lo sapevi mentre ti affacciavi in abitazioni diroccate e aperte dalle radici, mentre osservavi il campanile con i resti dell\u2019orologio che scandiva i ritmi di una popolazione scomparsa, mentre ascoltavi lo scorrere del fiume che ha accompagnato nel sonno migliaia di persone vissute e morte fra quelle mura.Galeria \u00e8 un luogo in cui si deve entrare ed esplorare in punta di piedi, chiedendo permesso.\u00a0Siamo ospiti qui.Non mentiamoci, in un posto come questo ti pu\u00f2 facilmente condurre una vena di curiosit\u00e0 macabra e vagamente morbosa. Tuttavia, nel momento in cui il borgo ti accoglie con il fruscio delle foglie e il sibilare dell\u2019Arrone, avverti di dover metaforicamente togliere il cappello, poggiarlo sul cuore e trattenere il respiro. Profanare un simile luogo \u00e8 un segno di profonda incivilt\u00e0 e di fondamentale mancanza di compassione. Con questi pensieri nella mente volgi la schiena alle tre croci nere rovesciate che si stagliano all\u2019ingresso di un\u2019ennesima caverna.Arco creato da un albero innestato su di un rudere, GaleriaRisali il costone, chinando la testa passi al di sotto di uno splendido arco che un albero ha intessuto innestandosi su di una rovina muraria e ti ritrovi nella piazza principale, quella che un tempo era il cuore pulsante della gente del borgo. Il sole sta calando dietro l\u2019orizzonte, il tappeto di foglie e la vegetazione di Galeria si incendiano d\u2019oro.&nbsp;Sosti al centro della piazza, un alito di vento fa frusciare le fronde. E\u2019 il momento di andare.Riprendi la strada principale e torni all\u2019arcata dalla quale avevi fatto il tuo ingresso nella citt\u00e0.Ti volti un\u2019ultima volta prima di uscire. Capti un lieve movimento, come l\u2019orlo di una veste che presto scompare oltre un muretto invaso dall\u2019edera.Che si tratti di\u2026No, \u00e8 impossibile..O forse s\u00ec.Ma \u00e8 il rumore degli zoccoli di un cavallo\u00a0questo o l&#8217;infrangersi del fiume sui massi?Va be\u2019, non importa.\u00a0Nel dubbio sussurri un \u201cgrazie dell\u2019ospitalit\u00e0\u201d e togli il disturbo.Vista sulla campagna romana da una crepa, GaleriaNemora,AlessandraFotografia a cura di Umberto Ascione,dove non diversamente specificato.Continua l'esplorazioneAntro della Sibilla CumanaVia Appia AnticaPiramide Etrusca di BomarzoIl Mitreo di San Nicola (Guidonia)Mausoleo di Monte dell&#8217;Incastro, il piccolo Pantheon sepoltoPericolo 81, la casa stregata di Vermicino"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Galeria, la citta&#8217; morta e il numero della bestia","item":"https:\/\/www.nemora.it\/galeria\/#breadcrumbitem"}]}]