[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"Article","@id":"https:\/\/www.nemora.it\/latomie-di-salone\/#Article","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.nemora.it\/latomie-di-salone\/","headline":"Latomie di Salone","name":"Latomie di Salone","description":"Una sera, ho fatto sedere la Bellezza sulle mie ginocchia. &#8211; E l\u2019ho trovata amara. \u2013 E l\u2019ho insultata. [Arthur Rimbaud; Una stagione all\u2019inferno] La periferia di Roma \u00e8 il punto liminale per eccellenza, la frontiera dove si incontrano storia e presente, urbanizzazione e campagna, selvatico e cemento. 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Dove accanto a un rudere del I d.C. sorge il kebabbaro del quartiere. Dove dietro a un negozio cinese e una frutteria egiziana si srotolano ettari di campi coltivati a grano.Dove da una parte, di notte, ascolti il canto dell\u2019allocco e dall\u2019altra il biiip-biiip -biiip dei camioncini dell\u2019AMA in retromarcia. Dove trovi i gratta e vinci gettati ai piedi di pini secolari, dove gli sfasci si affacciano sui pascoli.Ed \u00e8 proprio nella periferia, fra degrado e magnificenza, che la bellezza si manifesta con la potenza di un pugno nello stomaco. Talmente prepotente e improvvisa da mozzare il fiato. Una meravigliosa tessera fuori posto, in un fitto mosaico di squallore. Ed \u00e8 in questo fenomeno parossistico che collochiamo le Latomie di Salone.IndiceDeserto RossoLatomie di Salone: origini del nome\u00a0 e leggendaLa storia delle Latomie di SaloneAlla ricerca di AtlantideDeserto RossoHo visitato questo posto avendo gi\u00e0 la cognizione di cosa dovessi aspettarmi, eppure la grandiosit\u00e0 del luogo non \u00e8 stata da meno. Di solito adotto una strategia diversa quando visito per la prima volta un sito archeologico o naturalistico: lascio quasi sempre che il contatto originario, l\u2019imprinting, avvenga senza conoscenze specifiche sulla sua origine e sulla sua storia. \u00c8 quella che chiamo archeologia dei sensi, lascio che ci sia un\u2019evocazione del tutto irrazionale del contesto, mi lascio suggestionare. Dopo, in un secondo momento, c\u2019\u00e8 tutto il tempo necessario per il fact checking e un\u2019indagine accurata.Ecco, questo \u00e8 un luogo che avrei voluto scoprire in modo serendipico, per pura casualit\u00e0, in modo da poterne essere sorpresa e sopraffatta.Ora, figuratevi di viaggiare lungo via di Salone, nella direzione del negozio Decathlon Settecamini, di oltrepassare la sopraelevata dell\u2019A24 e di trovarvi a fiancheggiare un laghetto di pesca sportiva. Dall\u2019altro lato avete cumuli di immondizia ammucchiata a ridosso della strada, oltre il guardrail sembra esserci solo una distesa di buio, rifiuti, erbacce. Poi il terreno viene inghiottito in una depressione aspra. A poca distanza scorre l\u2019Aniene: in questo punto ha origine l\u2019Acquedotto Vergine (Aqua Virgo), ricco corso d\u2019acqua che attraversa Roma sotterranea per zampillare infine, in maniera fastosa, dalle bocche della Fontana di Trevi.La vista del circolo sportivo curato e pulito, con le acque cristalline che riflettono il sole in un cielo adamantino, stride con i capannoni industriali e i cumuli di informi di calcinacci e plastica che si trovano alla vostra destra. Eppure, l\u2019occhio capta qualcosa. Grandi rocce squadrate, rossastre, emergono dal basso, scalando quell\u2019abisso di desolazione urbana e lasciando intuire la presenza di qualcosa di antico.Ecco, \u00e8 il momento di scendere dall\u2019auto e guadare 400 metri di pura discarica a cielo aperto, schivando cocci, pannolini e scarpe per sempre spaiate. Si segue una stradina, prima asfaltata alla bell\u2019e meglio e poi sterrata, che scende verso il basso. La spazzatura si fa sempre pi\u00f9 rada e la natura si riprende i suoi spazi. I rumori dell\u2019autostrada restano intrappolati al di sopra delle chiome degli alberi, qui sotto c\u2019\u00e8 solo frescura e silenzio. La vegetazione si dirada di nuovo in modo improvviso e vi ritrovate catapultati in un ambiente lunare, dominato da immensi monoliti rossicci squadrati e levigati, in un gioco di geometriche sculture rupestri. Dei menhir di tufo. I segni degli strumenti che hanno lavorato quelle rocce sono ancora ben visibili, come fossero stati lavorati di fresco. Vi aggirate increduli toccando con mano le pareti.Il sentiero scende ancora: vi lasciate alle spalle questo piccolo deserto rosso per inoltrarvi di nuovo fra cespugli rigogliosi ed \u00e8 qui che trovate il cuore pulsante delle Latomie di Salone. Tutto raggiunge dimensioni esponenziali, nelle imponenti pareti che avete davanti si aprono cavit\u00e0 dagli alti soffitti, alcune gremite da rovi, altre pronte ad accogliervi. La vista ricorda vagamente il villaggio berbero di Matmata, in Tunisia.La luce filtra dalle fenditure presenti nella roccia, i raggi si intersecano, creando dei meravigliosi chiaroscuri che si stagliano sui profili rigidamente lineari in cui \u00e8 lavorato il tufo. A conti fatti, si tratta realmente di enormi \u201csaloni\u201d, stanze da ricevimento all\u2019interno di un grande castello di roccia.Le lavorazioni e le cavit\u00e0 proseguono, perdendosi nella vegetazione e poi riaffiorando, rincorrendosi fino a tuffarsi nei laghetti poco lontani. Grandi bocche che da millenni si abbeverano d\u2019acqua dolce.La meraviglia e la bellezza hanno preso il sopravvento sulla desolazione.Latomie di Salone: origini del nome\u00a0 e leggendaLatomia \u00e8 il termine latino con cui nell\u2019antichit\u00e0 si indicavano le cave nelle quali venivano condannati ai lavori forzati i delinquenti, i prigionieri di guerra o i nemici politici.In realt\u00e0 non abbiamo testimonianze che gli ipogei di Salone siano state realmente utilizzati per lo sfruttamento dei carcerati, tuttavia a conti fatti si tratta proprio di questo: enormi cave di tufo lionato.Pare che il loro toponimo attuale non sia altro che il frutto di un errore di trascrizione: sin dal XI secolo abbiamo testimonianze di come questa area fosse nota come Campus Solonis (Campo di Solone), di fatti sembra che il legislatore ateniese Solone abbia soggiornato qui intorno al 584 a.C. Inoltre, troviamo riprova dell\u2019antico nome in una cartografia del 1558, in cui compare la denominazione \u201cCasale detto Solone\u201d.Dal XVI secolo, per\u00f2, riscontriamo nelle fonti documentali la dicitura \u201cSalone\u201d, probabilmente dato dall\u2019ambigua presenza di enormi cavit\u00e0 simili a delle grandi sale.Ma cosa ci faceva il legislatore ateniese Solone a Roma?La ragione di questa visita speciale ce la narra Platone nei dialoghi Timeo e Crizia (IV a.C.): nel corso di un suo soggiorno presso il Tempio di Neith, situato nella citt\u00e0 di Seis, Solone fu istruito dal sacerdote Sonchis circa l\u2019esistenza di una civilt\u00e0 perduta 9.000 anni prima. Questa popolazione potentissima viveva su un\u2019isola, chiamata Atlantide, residuo di un continente un tempo grande quanto la somma dell\u2019Asia e della Libia. Situata al di l\u00e0 delle Colonne d\u2019Ercole (oltre lo stretto di Gibilterra), nell\u2019attuale Oceano Atlantico, Atlantide era riuscita a estendere la sua egemonia prima sull\u2019Egitto, per avanzare poi verso l\u2019Asia e l\u2019Europa, conquistando anche parte dell\u2019Italia. Accecati dalla loro fame di potere, gli atlantidei si lanciarono verso la conquista di Atene. I greci, tuttavia, nonostante la defezione degli altri popoli che inizialmente avevano partecipato alla guerra, riuscirono a sconfiggere gli invasori e a liberare coloro che abitavano \u201call\u2019interno delle Colonne d\u2019Ercole\u201d. Ma di tutto questo si era ormai persa la memoria in quanto: \u201cnei tempi che seguirono, a causa di tremendi terremoti e catastrofi naturali, nell\u2019arco di un solo giorno e di una sola notte terribili\u201d, tutto l\u2019esercito ateniese fu inghiottito sottoterra e anche Atlantide scomparve nell\u2019oceano. Quel mare lontano divenne \u201cimpraticabile e inesplorabile\u201d, a causa del \u201cfango affiorante che l\u2019isola ha prodotto inabissandosi\u201d.Dopo aver udito le parole di Sonchis, Solone inizi\u00f2 una serie di ricerche itineranti per ricostruire i tasselli di questo puzzle storico finch\u00e9 le sue peregrinazioni non lo condussero qui, alla ricerca di tracce della civilt\u00e0 atlantidea. O almeno, questo \u00e8 quanto alcune narrazioni ci riportano. Non ci \u00e8 dato sapere dettagli sull\u2019esito delle sue investigazioni in questo luogo.La storia delle Latomie di SaloneSappiamo con certezza che questo luogo era gi\u00e0 sfruttato come cava al tempo del generale Lucullo -dunque fra il II e il I secolo a.C&#8211; e abbiamo la certezza che proprio qui venne estratto il materiale costruttivo per l\u2019edificazione dell\u2019Anfiteatro Flavio, il Colosseo (70 d.C.).Sappiamo, per\u00f2, che l\u2019uomo ha popolato questa localit\u00e0 fin dall\u2019epoca protostorica: poco a est delle Latomie, nel 1972, durante i lavori di costruzioni dell\u2019autostrada A24 fu rinvenuta una necropoli composta da ben 418 tombe, tutte realizzate l\u2019VIII e il III a.C. Le sepolture, ancora intatte, hanno restituito agli archeologi degli splendidi corredi funebri. Nel 2009 si sono sommati a questa prima eccezionale scoperta altri rinvenimenti che hanno spinto gli studiosi a identificare l\u2019insediamento de La Rustica come l\u2019antica Collatia\/Conlatia. Fra i reperti raccolti in questa area figurano tre corredi principeschi, uno maschile e due femminili. All\u2019interno della sepoltura del principe sono stati rinvenuti anche un carro da guerra, una spada e uno scettro (attualmente custoditi nel museo nazionale romano presso le Terme di Diocleziano).Il grammatico romano Sesto Pompeo Festo (II sec. d.C.) riporta che l&#8217;antica\u00a0Conlatia era una citt\u00e0 gi\u00e0 scomparsa ai suoi tempi ed era cos\u00ec chiamata perch\u00e9 rappresentava il luogo in cui nel passato si era usato portare e raccogliere &#8211; dal latino conferre, \u201craccogliere\u201d &#8211; le risorse e le vestigia di altre citt\u00e0 della zona in rovina.Insomma, sembra quasi che nell\u2019anima di questo luogo siano da sempre insite due caratteristiche: l\u2019accumulo e l\u2019abbandono.Alla ricerca di AtlantideRitorniamo all\u2019interno del sito delle Latomie. Osservando attentamente gli ipogei, ci rendiamo presto conto che -come \u00e8 naturale che sia- questo luogo potrebbe essere stato sfruttato in tempi remotissimi anche con funzioni diverse da quelle di cava e non \u00e8 da escludersi che abbia subito pesanti rimaneggiamenti nelle epoche successive (come, ad esempio, nel corso dei lavori per la costruzione della A24, che hanno contribuito a deteriorare non poco lo stato di conservazione del sito).La regolarit\u00e0 degli ambienti, la presenza di tramezzature, nicchie, coppelle e la precisione con cui sono stati realizzati alcuni archi di collegamento, fanno supporre la possibile suddivisione originaria (in tempi precedenti all\u2019utilizzo in qualit\u00e0 di cava) in ulteriori ambienti interni. A conferma di ci\u00f2, il ritrovamento di frammenti di vasi, monete e perni metallici suggerirebbe un antico uso abitativo.Entrando nella sfera della tradizione orale, si narra che le Latomie furono anche impiegate come prigioni per personaggi illustri e che divennero sito di culto dedicato a divinit\u00e0 dai poteri terapeutici, come accadeva di frequente nell\u2019antichit\u00e0 per gli ipogei situati nei pressi di sorgenti e falde acquifere.Inoltre, si parla di rituali legati al dio Mitra, occorrenza che non sorprenderebbe a causa della conformazione del sito e della vicina presenza del Mitreo di San Nicola, di cui abbiamo gi\u00e0 avuto modo di trattare. Si ipotizza che la localit\u00e0 possa essere anche utilizzata anche in epoca paleocristiana cristiana con fini funerari.Queste sono, per\u00f2, tutte ipotesi non ufficiali. Certo, l\u2019idea che Solone possa essersi recato qui nel V secolo a.C. alla ricerca di Atlantide spinto dalle voci che narravano delle vestigia di una citt\u00e0 perduta, resta estremamente suggestiva. Ma soprattutto, ci mette in linea con un pensiero che a volte sfugge quando riflettiamo sul passato. Per la nostra concezione, il tempo di Solone, di Ciro il Grande, degli Ittiti, di Babilonia, degli Assiri, dei faraoni della I dinastia, degli etruschi \u00e8 quello delle antiche civilt\u00e0. Come se prima avessimo una spanna temporale informe, protostorica, popolata da creature neonate e semplici. Ma non \u00e8 cos\u00ec. La geologia ci insegna che il mondo \u00e8 gi\u00e0 finito molte volte e che lo sviluppo della vita sulla Terra \u00e8 stato soggetto a numerosi colli di bottiglia, estinzioni di massa e cataclismi che hanno spazzato via fette consistenti di biodiversit\u00e0.L&#8217;umanit\u00e0 era gi\u00e0 antica al tempo degli Antichi e Solone, nella sua percezione, era un uomo moderno.Una curiosit\u00e0: le grotte di Salone sono state utilizzate spesso come set cinematografico, l\u2019apparizione pi\u00f9 celebre del luogo probabilmente \u00e8 da annoverarsi nel colossal hollywoodiano del 1959 Ben Hur (qui trovate la scena della valle dei lebbrosi, interamente girata nelle Latomie).Alessandra di NemoraN.B. Tutte le immagini sono opera dell\u2019autrice eccetto la n. 2, della quale si cita la fonte originale.Linkografia:https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Latomie_di_Salonehttps:\/\/www.sotterraneidiroma.it\/sites\/latomie-di-salonehttps:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Atlantidehttp:\/\/www.lazioturismo.it\/asp\/scheda_archeo.asp?id=70https:\/\/www.settecamini.org\/settecamini-nel-cinema\/https:\/\/www.rerumromanarum.com\/2020\/02\/latomie-di-salone.htmlhttp:\/\/www.terraincognitaweb.com\/le-latomie-di-salone\/https:\/\/archeologiavocidalpassato.com\/2015\/12\/18\/protostoria-dei-popoli-latini-a-roma-nella-nuova-sezione-al-museo-nazionale-romano-alle-terme-di-diocleziano-prendono-forma-le-sepolture-delle-principesse-dellantica-collatia\/https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/fine-di-atlantide-e-lorigine-dei-popoli-civilizzati\/marco-ciardi\/2015-12-27Continua l'esplorazioneGaleria, la citta&#8217; morta e il numero della bestiaLa Porta Alchemica di Roma7 Luoghi Fantasy a Due Passi da RomaPiramide Etrusca di BomarzoTagliata di Santa Maria di Cavamonte (Gallicano)I Cavoni di Nepi"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Latomie di Salone","item":"https:\/\/www.nemora.it\/latomie-di-salone\/#breadcrumbitem"}]}]