[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"Article","@id":"https:\/\/www.nemora.it\/pietra-fattona\/#Article","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.nemora.it\/pietra-fattona\/","headline":"La Pietra Fattona","name":"La Pietra Fattona","description":"La Pietra Fattona, l&#8217;oracolo di Castel Gandolfo Pietra Fattona prima del 2013. Foto reperita da Google Immagini. La chiamavano \u201cla Pietra Fattona\u201d e si trova sulle sponde del lago di Castel Gandolfo o lago Albano, che dir si voglia. 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La cosa che non tutti conoscono \u00e8 l'assenza totale di Ossigeno da un centimetro all'altro di quel muro invisibile. Ricordo che la sigaretta in un istante  si spegneva cosi come accadde accidentalmente ad un gatto che rimase mummificato all'interno per mesi magari solamente per aver inseguito un insetto.  Era strano sentire il suo soffio dalla grotta ed non sempre della stessa intensit\u00e0, era molto bello visitarlo perch\u00e8 era strana quella grotta cos\u00ec strana da far attrazione e paura nello stesso momento. L'ignoranza ha rovinato anche quel posto nascondendo ci\u00f2 che la natura ha creato perfetta in millenni!","author":{"@type":"Person","name":"Unochericoda","url":""}},{"@type":"Comment","@id":"https:\/\/www.nemora.it\/pietra-fattona\/#Comment4","dateCreated":"2019-07-28 15:53:03","description":"Ciao Alessandro! 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Foto reperita da Google Immagini.La chiamavano \u201cla Pietra Fattona\u201d e si trova sulle sponde del lago di Castel Gandolfo o lago Albano, che dir si voglia.Si trattava di un foro in una parete, il quale si apriva su di un antro buio. Affacciandosi succedeva qualcosa di strano. Si veniva invasi da uno forte &#8220;senso di fermentazione&#8221;, si aveva la netta sensazione di ritrovarsi assediati da bollicine. Tenere gli occhi aperti era impossibile.I temerari che riuscivano a respirare quell\u2019aria curiosa per una decina di secondi, erano soggetti a effetti ben pi\u00f9 potenti: realt\u00e0 che si distorce, variazioni di colori, suoni attutiti. Insomma, si cadeva in un vero e proprio breve stato allucinogeno e psichedelico, simile a quello risultante dall\u2019uso del tipo di droga che va sotto l\u2019etichetta di \u201cpoppers\u201d.Raggiungere la Pietra Fattona non \u00e8 semplicissimo, eppure questo sito era soggetto a un notevole via vai, soprattutto nelle sere del weekend. I ragazzi si riunivano qui, per usufruire di questa droga naturale e godere della vista del lago che si aveva da l\u00ec.Intorno al 2013 il foro \u00e8 stato chiuso con delle lamiere di metallo e la vista \u00e8 stata oscurata con dei pannelli analoghi. Quel che rimane oggi della Pietra Fattona, \u00e8 un triste rudere rivestito di metallo che porta i segni di notevoli tentativi di scasso.Osservandola si notano immediatamente delle stranezze che portano a degli interrogativi.In primis, questo fenomeno \u00e8 incastonato in una struttura. Una parete costruita ad hoc, una grata che funge da \u201cvalvola di sfogo\u201d e affianco una sorta di nicchia anch\u2019essa protetta da una grata.Che funzione poteva avere questo manufatto? A che scopo costruire una simile recinzione?Prima di argomentare ulteriormente, voglio fare un salto indietro nel tempo e raccontarvi una storia.Anno 1995, piena primavera.Un gruppo di scout si arrampica sulla collinetta che conduce alla Pietra Fattona, uno a uno i capi aiutano i bambini a scavalcare la recinzione e li portano davanti alla misteriosa parete con un foro al centro.Dispongono i bambini in fila poi, uno a uno, li prendono in braccio e li portano con il viso all\u2019altezza del buco, solo per un breve istante e a distanza di sicurezza. Ogni bimbo strabuzza gli occhi e fa la faccia meravigliata. I grandi gli intimano di non rivelare nulla agli altri in attesa, poi passano al bambino successivo.Arriva il mio turno. Ho 7 anni, non ho mai assistito a niente del genere. Un capo scout mi acchiappa e mi solleva fino al foro. Proviene aria fredda da l\u00ec dentro. Mi avvicino e\u2026sbam!Mi \u00e8 impossibile accostarmi pi\u00f9 di tanto, \u00e8 come se fossi stata investita da un\u2019onda d\u2019urto. Come se fossi circondata da bollicine, il naso mi prude, gli occhi si chiudono istintivamente.Dura un secondo, il ragazzo mi posa a terra e mi fa segno con l\u2019indice davanti alla bocca di non dire nulla.Per tanti anni ho continuato a parlare dell\u2019esistenza di questo luogo, attirando per lo pi\u00f9 l\u2019ironia dei miei interlocutori. Sono riuscita a ritrovarla e a tornarci solo 13 anni dopo, in una giornata estiva, sul tardo pomeriggio.Quella volta non mi sono avvicinata per un istante, ma ho voluto sperimentare cosa succedesse respirando quelle esalazioni per circa quindici secondi. E, be\u2019, la realt\u00e0 non \u00e8 stata pi\u00f9 la stessa per un po\u2019.Ma in quel momento ho anche capito cosa stessi respirando: anidride carbonica allo stato quasi assoluto.Pietra Fattona attualmente.Tutto il territorio dei Castelli Romani \u00e8 inglobato all\u2019interno di un super vulcano, chiamato Vulcano Laziale. Per ulteriori delucidazioni sulla genesi e la storia di questo imponente mostro preistorico rimando al mio articolo \u201cIl Vulcano e il Dragone\u201d.Il Vulcano Laziale, contrariamente a quanto normalmente si pensi, non \u00e8 affatto spento ma assopito, vigila, in uno stato di quiescenza.In che maniera si manifesta attualmente l\u2019attivit\u00e0 del vulcano?Fortunatamente non con eruzioni di magma. Per lo pi\u00f9 abbiamo a che fare con scosse di terremoto, che ogni ventennio circa si traducono in veri e propri sciami sismici di intensit\u00e0 anche notevole. Ma c\u2019\u00e8 anche un altro interessante fenomeno: le eruzioni gassose. In sostanza, quando nella camera magmatica c\u2019\u00e8 un qualche movimento, in superficie accade qualcosa. Spesso accade che i gas, che nel sottosuolo sono\u00a0compressi a pressioni elevatissime, trovino sfogo in superficie e vengano esalati dal terreno.Nei Castelli Romani vi sono stati numerosi episodi di esalazioni di anidride carbonica, le quali spesso hanno causato la morte di animali anche di grossa taglia e, in almeno un caso accertato, persino di un essere umano: nel 2000 un anziano signore, caduto in un pozzo, \u00e8 morto nel giro di pochi minuti asfissiato dai gas esalati dal terreno. Ricordiamo, inoltre, i villini evacuati a\u00a0Cava de\u2019 Selci e le eruzioni gassose in zona S. Maria delle Mole, presso Ciampino.Il Vulcano Laziale \u00e8 vivo e vegeto, ma fa avvertire la sua presenza in maniera molto subdola.Tornando alla Pietra Fattona, abbiamo i seguenti elementi: dei gas vulcanici allucinogeni esalati dal terreno, una struttura costruita per raccoglierli e un foro che si affaccia sulla stanza in cui questi gas sono concentrati.Vi viene in mente nulla?Se avete risposto \u201cl\u2019Oracolo di Delfi\u201d e\/o la \u201cSibilla Cumana\u201d, ci siamo capiti.Entrambi i luoghi erano caratterizzati dalla presenza di donne, la Pizia di Delfi e la Sibilla di Cuma, che entravano in uno stato di trance medianica e, in quella condizione alterata, erano in grado di pronunciare oracoli e predire il futuro.La Sibilla Cumana, fra l\u2019altro, ha un forte collegamento con il territorio dei Castelli Romani: \u00e8 lei a consigliare a Enea di munirsi di un ramo d\u2019oro da portare con s\u00e9 nel suo viaggio egli Inferi, per protezione. Lo stesso ramo d\u2019oro che Enea coglier\u00e0, sar\u00e0 poi trapiantato a Nemi, nel Tempio di Diana Nemorense, e da questo crescer\u00e0 il famoso albero di vischio cardine del cruento rituale omicida del Rex Nemorensis.Il quadro che emerge \u00e8 interessante: dagli ultimi studi \u00e8 stata accertata la presenza di fratture nel terreno dal quale fuoriescono gas con effetto pisichedelico. Sia nel tempio di Apollo Delfico, sia a Cuma, le donne erano confinate in ambienti chiusi \u2013rispettivamente la cripta\/adyton per la Pizia e l\u2019Antro per la Sibilla- e qui, sotto il pesante effetto di queste esalazioni concentrate in questi ambienti, cadevano preda di deliri mistici.\u00c8 possibile che anche a Castel Gandolfo accadesse anticamente la stessa cosa?I presupposti c\u2019erano, ma qualcosa non tornava.Il primo punto a sfavore era la struttura stessa: troppo moderna per essere stata eretta in tempi anche solo vicini a quelli degli oracoli di Delfi o Cuma.Inoltre c&#8217;era, ed \u00e8 tuttora visibile, al di l\u00e0 dell\u2019accesso \u201cabusivo\u201d, una via d\u2019entrata nella parte frontale di questo sito, corredata di cancello e lucchetto.Insomma, il fenomeno era palesemente noto e la costruzione era, per lo meno, risalente all\u2019Ottocento o al Novecento.Dunque, come uscire da questa impasse?La risposta \u00e8 arrivata quando ho portato sul luogo Sandro Pravisani, \u00a0fondatore e curatore del progetto Geografia Sacra.Sandro ha avuto un\u2019idea semplice quanto efficace: domandare agli abitanti della villa che si trova direttamente davanti la recinzione che circonda la Pietra Fattona. Qui abbiamo potuto ricollegare i pezzi del puzzle e trarre le dovute conclusioni.Fino a qualche decennio fa, oltre quel muro forato che impediva l\u2019accesso alla camera ricca di emanazioni di anidride carbonica, vi era una sorgente naturale di acqua frizzante.Accanto alla sorgente, nella nicchia protetta da una grata, soggiornava una statua di Maria Vergine. Era prassi che le anziane devote si recassero qui per recitare il rosario la sera, nei pressi della fonte.La Madonna e l\u2019elemento acquatico sono profondamente legati nell\u2019immaginario collettivo, basti pensare a Lourdes, in Francia, o pi\u00f9 semplicemente alla Fonte Donzella di Velletri, dove ogni tanto pare vi sia un\u2019apparizione mariana. Ci\u00f2 deriva da un archetipo profondamente radicato nella mente umana, che tende a identificare l\u2019acqua e ogni luogo in cui regna umidit\u00e0, con l\u2019elemento femminile. Insomma, la Pietra Fattone era sia una fonte cui approvvigionarsi liberamente un luogo di culto.In tempi abbastanza recenti la faglia acquifera si \u00e8 esaurita, ma non la sorgente gassosa.Come abbiamo gi\u00e0 detto in precedenza, una simile emanazione rappresenta un pericolo reale e concreto per la vita, perci\u00f2 la scelta pi\u00f9 saggia \u00e8 stata quella di confinarla e murarla.Tuttavia, qualcuno doveva essersi reso conto degli effetti che l\u2019inalazione del gas vulcanico poteva causare, perci\u00f2 non ci volle molto prima che qualcuno ebbe l\u2019idea di aprire una breccia nel muro e portarci i suoi amici.Questa \u00e8 la genesi della Pietra Fattona.La storia appena narrata pu\u00f2 far sorridere ma, in realt\u00e0, c&#8217;\u00e8\u00a0una chiave di lettura ulteriore.Prima di tutto, questo significa che non sia mai esistito un oracolo simile a quello di Delfi e Cuma nell\u2019area vulcanica dei Castelli?Io non ci metterei la mano sul fuoco. C\u2019\u00e8 ancora molto da indagare e i Castelli Romani si sono pi\u00f9 volte contraddistinti come un\u2019area molto peculiare in materia archeologica. I presupposti per lo sviluppo di una prassi oracolare analoga a quelle citate ci sono, sia sul piano geografico sia nell\u2019impiantito religioso. Certo, per il momento si pu\u00f2 solo speculare, ma \u00e8 noto che\u00a0la natura fortemente boschiva di questa area nasconde molto allo sguardo.In secondo luogo, mi piace pensare che inalando quei gas si potesse, per un breve istante, vedere la realt\u00e0 con gli occhi folli di un oracolo di 2000 anni fa. E a me basta per sognare.Alessandra,NemoraContinua l'esplorazioneLa Pentima della Vecchiaccia: la strega, le voci e l&#8217;apologia del suicidioRomitorio di Sant&#8217;Angelo in Lacu: come arrivare, storia e originiGrotta di Battiferro del Lago AlbanoL&#8217;omicidio di Antonietta Longo, la decapitata di Castel GandolfoIl Ninfeo Dorico di Castel GandolfoUn alieno a Castel Gandolfo, il Vaticano fra UFO e ricerca scientifica"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"La Pietra Fattona","item":"https:\/\/www.nemora.it\/pietra-fattona\/#breadcrumbitem"}]}]