[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"Article","@id":"https:\/\/www.nemora.it\/tagliata-di-santa-maria-di-cavamonte-gallicano\/#Article","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.nemora.it\/tagliata-di-santa-maria-di-cavamonte-gallicano\/","headline":"Tagliata di Santa Maria di Cavamonte (Gallicano)","name":"Tagliata di Santa Maria di Cavamonte (Gallicano)","description":"Il parco degli Acquedotti di Gallicano nel Lazio rappresenta tuttora, per me, un mistero. Sul web si leggono diversi contenuti con informazioni tutte in contrasto fra loro, ognuno con indicazioni difformi sulle modalit\u00e0 di percorrenza e d&#8217;accesso. Di certo, se vi aspettate un&#8217;atmosfera affine al Parco degli Acquedotti dell&#8217;Appio Claudio, vi sbagliate di grosso. Gallicano &hellip;<p class=\"read-more\"> <a class=\"\" href=\"https:\/\/www.nemora.it\/tagliata-di-santa-maria-di-cavamonte-gallicano\/\"> <span class=\"screen-reader-text\">Tagliata di Santa Maria di Cavamonte (Gallicano)<\/span> Leggi altro &raquo;<\/a><\/p>","datePublished":"2018-11-25","dateModified":"2024-05-03","author":{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.nemora.it\/author\/admin\/#Person","name":"Alessandra","url":"https:\/\/www.nemora.it\/author\/admin\/","identifier":1,"image":{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/12014365757677667f3f72ea308e800d59cdb4c2b9ff37f99984615826920a9e?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/12014365757677667f3f72ea308e800d59cdb4c2b9ff37f99984615826920a9e?s=96&d=mm&r=g","height":96,"width":96}},"publisher":{"@type":"Organization","name":"Nemora","logo":{"@type":"ImageObject","@id":"http:\/\/www.nemora.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Nemora_About@2x.png","url":"http:\/\/www.nemora.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Nemora_About@2x.png","width":128,"height":99}},"image":{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/www.nemora.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Staccionata.jpg","url":"https:\/\/www.nemora.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Staccionata.jpg","height":1299,"width":1299},"url":"https:\/\/www.nemora.it\/tagliata-di-santa-maria-di-cavamonte-gallicano\/","about":["Roma e Provincia"],"wordCount":1420,"articleBody":"Il parco degli Acquedotti di Gallicano nel Lazio rappresenta tuttora, per me, un mistero.Sul web si leggono diversi contenuti con informazioni tutte in contrasto fra loro, ognuno con indicazioni difformi sulle modalit\u00e0 di percorrenza e d&#8217;accesso. Di certo, se vi aspettate un&#8217;atmosfera affine al Parco degli Acquedotti dell&#8217;Appio Claudio, vi sbagliate di grosso. Gallicano \u00e8 un piccolo centro situato nelle pieghe dei Monti Prenestini, le cui bellezze sono dimenticate e trascurate, cos\u00ec come avviene nella maggior parte dei paesini della provincia di Roma. Questo comune ospita un circuito di 12 km che si snoda lungo le sponde di piccoli corsi d&#8217;acqua, alla scoperta di un avanzatissimo sistema idraulico di epoca romana costituito dagli acquedotti Anius Vetus e Aqua Marcia, attraversando i quattro Ponti della Bullica, del Pischero, Caipoli e Taulella.IndicePonte Amato (II-I a.C.)La ricerca della Tagliata di Santa Maria di CavamonteMetamorfosi di una Via CavaUna Via Cava nei Monti PrenestiniPonte Amato (II-I a.C.)La traccia pi\u00f9 evidente di questo impianto reticolare di gallerie e acquedotti \u00e8 visibile gi\u00e0 dalla strada: si tratta di Ponte Amato, splendida struttura incastonata nel verde che permetteva alla via Prenestina di oltrepassare il Fosso di Scalelle per proseguire -poi- verso la citt\u00e0 di Praeneste, l&#8217;attuale Palestrina.Questo manufatto di datazione incerta -probabilmente risalente al II o al I secolo a.C.&#8211; deve il suo nome al conte Conte Amato Segni, che ne patrocin\u00f2 il ripristino nel X secolo, dopo centinaia d&#8217;anni d&#8217;abbandono. Cercando dettagli sul percorso del Parco degli Acquedotti, sono incappata in alcune righe in cui si parlava di una monumentale via cava dalla quale si accede al percorso in oggetto: la Tagliata di Santa Maria di Cavamonte.La ricerca della Tagliata di Santa Maria di CavamonteLa citazione di una tagliata era quanto bastava per convincermi a salire in macchina e partire in avanscoperta. Ho gi\u00e0 lungamente parlato della natura e delle origini della Vie Cave, arcaici camminamenti nel tufo con funzione sacrale legata -probabilmente- all&#8217;accompagnamento dei defunti nell&#8217;aldil\u00e0. Non avendo molto tempo a disposizione quel pomeriggio, prima di partire pronunciai testuali parole &#8211;Non pretendo di percorrere l&#8217;intero tracciato, ma tornerei a casa felice nel caso in cui riuscissi a vedere almeno la tagliata di Santa Maria di Cavamonte.-.Quel giorno sono rientrata convinta di non essere riuscita nel mio intento, ma mi sbagliavo.Girammo per diverso tempo nei dintorni del Ponte Amato, incappando in percorsi che -pur essendo segnati- svanivano nel nulla dopo poche centinaia di metri. Persino il sentiero indicato come &#8220;Tratto della via Francigena&#8221; improvvisamente viene interrotto da un muro serratissimo di rovi che ci costringe a tornare indietro, vagamente deluse.Curiosando qui e l\u00ec, finalmente rintracciamo un inconfondibile basolato romano che spunta fra il fogliame, costeggiato da una staccionata in legno. Il camminamento \u00e8 sopraelevato rispetto alla strada, affacciandosi ci si trova a sovrastare il traffico della via Prenestina.Il basolo \u00e8 ombreggiato dai costoni costituiti da alti banchi di tufo e invita a proseguire oltre, snodandosi lungo i fianchi vulcanici levigati.C&#8217;\u00e8 qualcosa di familiare nel paesaggio, la presenza rassicurante del manto tufaceo si chiude intorno a noi a ogni passo, l&#8217;odore minerale dell&#8217;umidit\u00e0 rocciosa prevale sugli sbuffi del traffico pochi metri pi\u00f9 in basso. Si procede sospesi in una dimensione anacronistica, in cui l&#8217;antichit\u00e0 si palesa rarefatta in una frattura all&#8217;interno del paesaggio.\u00c8 un incantesimo che dura il tempo di oltrepassare l&#8217;ampia curva e scoprire che il basolato man mano digrada, portandosi sul piano stradale e congiungendosi con la via asfaltata, in corrispondenza di una cappelletta votiva.La strada per la tagliata non sembra essere neanche questa. Ci guardiamo intorno, demoralizzate, facciamo un tentativo percorrendo un percorso parallelo, ma alla fine dobbiamo arrenderci. Nessuna traccia della tagliata.Eppure avevo seguito le indicazioni alla perfezione.Metamorfosi di una Via CavaL&#8217;essere umano \u00e8 fortemente propenso alla classificazione tassonomica della realt\u00e0, la nostra mente predilige i pattern definiti e li utilizza in modo produttivo per la propria sopravvivenza.Quando ci approcciamo all&#8217;analisi, alla ricerca e allo studio, ci risulta complesso tenere conto delle variabili che potrebbero sfuggire a degli schemi precedentemente vissuti e ci lasciamo cogliere impreparati. Talvolta, la psiche opera una selezione talmente accurata da impedirci di vedere e interpretare in modo olistico quello che ci circonda.Circa una settimana dopo la nostra escursione fallimentare, mi trovai a cercare ulteriori informazioni per capire esattamente dove avessimo sbagliato. Avevo gi\u00e0 letto tutto lo scibile reperibile in italiano sul tema &#8220;Tagliata di Santa Maria di Cavamonte&#8221;, cos\u00ec decisi di azzardare &#8211; per disperazione- una ricerca in inglese. La visione di questa fotografia del 2010 (reperibile su questa pagina)\u00a0 ebbe l&#8217;effetto di una martellata in testa:&nbsp;Mentre percorrevamo il basolato romano, eravamo gi\u00e0 all&#8217;interno della Tagliata.Le pareti tufacee di 10 metri che racchiudono quel tratto di via Prenestina non sono altro che gli arcaici costoni scavati nella viva roccia. Non ero riuscita a identificare la Tagliata in quanto tale, perch\u00e9 decontestualizzata rispetto alle esperienze vissute in Toscana e nei Castelli Romani.A questo punto non restava che tornare per indagare meglio.Una Via Cava nei Monti PrenestiniLa tagliata di Santa Maria di\u00a0Cavamonte \u00e8 una via Cava che non ha mai smesso di adempiere la sua funzione di varco nel corso dei secoli. Da percorso sacrale, a passo viario immortale. Bench\u00e9 sia identificata dalle fonti accademiche come un&#8217;opera di epoca romana, se sottoposta a un&#8217;osservazione attenta mostra le medesime tracce di imprinting culturale che accomunano molti siti archeologici di natura decisamente pi\u00f9 antica.Prima di tutto, \u00e8 orientata secondo l&#8217;asse est-ovest, come nel pi\u00f9 classico degli esempi delle Vie Cave, a unire il versante del Sol Levante (direzione propizia, legata alla nascita e al rinnovamento di vita) a quello del sole calante (direzione infausta, collegata con la morte).Il nord-ovest celeste, per le popolazioni di epoca etrusca e per le culture precedenti, era tradizionalmente interpretato come il luogo di residenza degli d\u00e8i degli Inferi. Proprio sul versante nord-ovest del banco tufaceo\u00a0\u00e8 ancora oggi possibile vedere, al di sopra della strada, i resti di una tomba a camera dotata di esedra antistante. Le tombe a camera sono una modalit\u00e0 di sepoltura piuttosto rara nell&#8217;area in oggetto, mentre risultano un&#8217;espressione ricorrente della cultura etrusca. Tuttavia, \u00e8 possibile trovare alcuni esempi di questi sepolcri anche nei Castelli Romani, nel cuore del Monte Artemisio, dove rappresentano dei veri e propri enigmi storici.Come espresso nell&#8217;articolo dedicato alla Piramide di Bomarzo, queste anomalie storiche potrebbero essere spiegate con il riconoscimento di una cultura precedente a quella Romana ed Etrusca, la quale avrebbe infuso le proprie credenze in questi territori, dotandoli in epoca remotissima di un impianto spirituale &#8211; e architettonico, di riflesso &#8211; comune.L&#8217;ipotesi avanzata prevede la Cultura di Rinaldone (IV-III millennio a.C.) come possibile responsabile di questa matrice, tuttavia l&#8217;ipotesi implica la retrodatazione di molti rinvenimenti, nonch\u00e9 la riassegnazione della paternit\u00e0 di molte opere e manufatti attualmente attribuiti ai romani, ai latini o agli etruschi.Osservando le pareti della Tagliata si intravedono i segni delle escavazioni accanto alle tradizionali coppelle (petroglifi emisferici), segni inequivocabili dei luoghi di culto pi\u00f9 antichi della terra, collegati alla celebrazione della dea madre e alla venerazione dei cicli solari. Inoltre, \u00e8 la stessa cappelletta mariana a fornirci un ulteriore indizio sulla continuit\u00e0 dell&#8217;adorazione dell&#8217;elemento femminile e del regno terreno\/uterino in questo luogo.C&#8217;\u00e8 ancora qualcosa di antico qui. Annidato fra le spire dell&#8217;asfalto e fra i fumi dei tubi di scappamento, respira un tratto vetusto e soggiacente.\u00a0 Come una spora sopita, un prezioso virus millenario, che riposa fra le vibrazioni dei camion e dei pullman di passaggio.C&#8217;\u00e8 della poesia, se vuoi, nel percorrere questa via parallela, in una dimensione\u00a0altra rispetto a quella del piano asfaltato.Si attraversa questo stesso ventricolo roccioso imbevuto di ombra, i suoni del traffico giungono ovattati.Basta affacciarsi per vedere gli automobilisti sfrecciare ignari di tutto. Realizzi che \u00e8 proprio la consapevolezza dei gesti, l&#8217;intenzione, a fare tutta la differenza del mondo.Ed \u00e8 cos\u00ec che un simulacro disadorno, ormai persino squallido,\u00a0 riacquista una dignit\u00e0 sacra, mentre il sole si incastona nella fissurazione d&#8217;Occidente e morendo lancia tentacoli di luce impazziti che si arrampicano lungo le pareti\u00a0 tufacee, annerite dal monossido di carbonio.Alessandra di NemoraContinua l'esplorazioneGaleria, la citta&#8217; morta e il numero della bestiaLa Porta Alchemica di RomaLa citt\u00e0 fantasma di Canale Monterano7 Luoghi Fantasy a Due Passi da RomaI Cavoni di NepiIl mistero di Coral Castle"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Tagliata di Santa Maria di Cavamonte (Gallicano)","item":"https:\/\/www.nemora.it\/tagliata-di-santa-maria-di-cavamonte-gallicano\/#breadcrumbitem"}]}]