[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"Article","@id":"https:\/\/www.nemora.it\/via-dei-sepolcri\/#Article","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.nemora.it\/via-dei-sepolcri\/","headline":"La Via dei Sepolcri, Monte Tuscolo","name":"La Via dei Sepolcri, Monte Tuscolo","description":"Vieni sulla Via dei Sepolcri, lungo il Monte Tuscolo. Varca il cancello che immette sul sentiero lastricato ed entra in questo spazio in cui giacevano i corpi degli Antichi. La giornata \u00e8 ventosa. Lo stesso vento che ha spazzato via i resti umani portandoli con s\u00e9, lasciandosi alle spalle involucri vuoti. 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Lo stesso vento che ha spazzato via i resti umani portandoli con s\u00e9, lasciandosi alle spalle involucri vuoti.All&#8217;ombra delle querce, passo passo, avvicinati ai colombari che custodivano le urne cinerarie del popolo basso.La cremazione era in uso nell&#8217;Antica Roma fra la met\u00e0 del I a.C e il I secolo d.C, perci\u00f2 il lasso temporale in cui i resti furono deposti qui non oltrepassa il regno dell&#8217;imperatore Claudio.Dagli Antonini in poi, di fatti, si diffonder\u00e0 definitivamente la pratica dell&#8217;inumazione, con la quale il corpo viene posto sottoterra.I colombari derivano il loro nome dalla conformazione dei nidi di piccione ed erano destinati al volgo, alla povera gente; servivano l&#8217;esigenza di dover disporre pi\u00f9 morti in uno spazio ristretto.Avvicinati per osservare meglio le mensole che ospitavano le urne: ci sono ancora i resti dei recipienti \u2013 detti &#8220;olle&#8220;- che contenevano le ceneri. Piccoli ventri in coccio.La tomba come ritorno al grembo materno, spazio cavo in cui avviene una metamorfosi.A destra c&#8217;\u00e8 una camera sepolcrale composta da un vano dal basso soffitto, ricavata nella roccia lavica. Addentrandoti noterai una caratteristica che accomuna le tombe antiche rupestri in cui sei entrato finora. Il pavimento polveroso, le pareti fresche e ruvide. E come sempre non c&#8217;\u00e8 vita, se non qualche ragno che ha tessuto la sua trama all&#8217;ingresso. Vegetazione e fauna si astengono dal proliferare nella penombra vellutata dei sepolcri. Dove a ogni passo tenui particelle fuligginose si sollevano e l&#8217;atmosfera \u00e8 sospesa nel Tempo.Dall&#8217;interno si vedono edera e rovi pendere dall&#8217;alto e, avanti ancora, la strada di basolato.Ed eccoti, sei fuori dalla vita. Non c&#8217;\u00e8 nessuno a transitare in quel momento -e, in realt\u00e0, per di qui non passa pi\u00f9 quasi mai nessuno- ma prova a immaginare come possa essere osservare i vivi l\u00ec fuori, dal fondo di uno spazio incastonato fra le braccia della terra.I rumori sono attutiti. I colori distanti. I passi spenti.I romani disponevano sistematicamente le tombe lungo le strade. Fin dal 450 a.C venne fatto divieto di sepoltura all&#8217;interno delle mura della citt\u00e0. Le ragioni sanitarie e di sicurezza sono evidenti, ma perch\u00e9 posizionare i monumenti funebri proprio nei pressi delle vie?Affinch\u00e9, leggendo gli epitaffi, i passanti ricordassero coloro che riposavano in quei sepolcri e si raccogliessero per donargli una preghiera, onorando &#8220;la corrispondenza d&#8217;amorosi sensi&#8221;. Per un istante il defunto rivive nella memoria del mondo, mentre l&#8217;essere vivente si affaccia sul baratro dell&#8217;ignoto e dell&#8217;eterno.Torna sulla Via adesso, il tuo compito \u00e8 ancora ricordare.Proseguendo noterai diverse tombe in opera reticolata parzialmete crollate o ancora interrate. Se solo si scavasse riemergerebbero alla luce decine e decine di sepolture le quali, d&#8217;altro canto, forse sono custodite meglio nell&#8217;abbraccio umido della Terra.C&#8217;\u00e8 un sentiero secondario che dal basolato digrada verso il basso, nell&#8217;erba. Seguilo.Raggiungi un edificio rettangolare\u00a0in opera reticolata, il tetto \u00e8 sfondato e al suo interno \u00e8 cresciuto un albero. Dal contesto \u00e8 ragionevole pensare che fosse anch&#8217;esso un ambiente con funzione mortuaria. Fa&#8217; attenzione.A volte qui, accanto ai resti di un fal\u00f2, si trovano teschi di capra e candele disposte in circolo.Tentano di evocare il Male sul confine con la morte.Osserva questo luogo: sul soffitto c&#8217;\u00e8 un varco circolare, una sorta di oculo. La luce squarcia il buio e illumina quel che rimane del macabro rituale.Quando ci si addentra nelle tenebre, tutti i nostri pensieri si proiettano su di una tela nera. Entrare nei luoghi di silenzio con una disposizione d&#8217;animo fuorviata, genera i mostri.Le foreste scure, le grotte, i sotterranei. Qualsiasi cosa tu cerchi qui dentro, la troverai.Le cavit\u00e0, gli spazi racchiusi e ombrosi, contengono in realt\u00e0 una sola cosa: potenzialit\u00e0. La potenzialit\u00e0 di proiettare come un prisma le entit\u00e0 che sono nella mente.Il Male non dimora qui, ma negli occhi di chi nel buio ha visto il Diavolo.Esci di nuovo sotto il cielo. Il vento si \u00e8 calmato, ma le nuvole si stanno addensando sulla tua testa.Risali verso il lastricato e riprendi la Via dei Sepolcri.Sulla destra si staglia un grande edificio di forma conica che si erge all&#8217;ombra di un pino: \u00e8 il mausoleo di M. Celio Viniciano, tribuno della plebe che qui riposa dal 53 a.C, cos\u00ec come recita la stele funebre che si trova accanto al sepolcro.La particolarit\u00e0 di questa tomba \u00e8 che la sua apertura non ai affaccia sulla strada, ma dalla parte opposta. Si tratta di una struttura notevole nelle dimensioni, ma che al contempo si inserisce perfettamente nel contesto ambientale. Come fosse intesa l\u00ec fin dall&#8217;alba dei tempi.Scendi dei piccoli gradini naturali e ti ritrovi all&#8217;imbocco. D\u00e0 l&#8217;idea di un volto con lo sguardo fisso in una specifica direzione. Voltati, per guardare anche tu dalla stessa parte.Davanti a te Monte Cavo si eleva dai boschi verdeggianti: sulla sua cima \u00e8 custodito il tempio del padre degli dei, Iuppiter Latiaris, Giove Laziale. La vista mozza il fiato per la sua bellezza.Continuando a osservare il paesaggio, entra nell&#8217;ampia camera sepolcrale. Monte Cavo scompare.Per farlo tornare a vista devi piazzarti in un punto specifico della tomba, un punto che -bussola alla mano- scopri essere perfettamente centrato con l&#8217;asse Nord-Sud.Basta voltare di poco lo sguardo a destra per vedere luccicare il mare, ad Est. L\u00e0, dove il sole muore, la direzione verso la quale si affacciano i monumenti funebri di tante civilt\u00e0 antiche.Mentre sosti l\u00ec, in quella porta di passaggio crepuscolare, fuori incomincia a piovere.Una pioggia sottile ma fitta e improvvisa.Non ti resta che accovacciarti nel fondo della cavit\u00e0, in silenzio.Ad ascoltare ogni goccia che cade sulla terra. Ogni foglia schiaffeggiata. Ogni fronda piegata dal vento.Ogni rivolo d&#8217;acqua strisciare sul suo ventre.Ed \u00e8 una preghiera. Un mantra. Un sutra.Il Sutra della Pioggia.Ripetitivo e rassicurante.Ora lasciati andare.L\u00ec, sulla soglia dell&#8217;eterno, lasciati andare.Separati, sciogliti, fonditi.Unisciti a questo canto e abbandonati.Diventa Uno con il Tutto.Diventa muschio, diventa pioggia, diventa corteccia.Sit tibi terra levis.Ripeti.Sit tibi terra levis.Ti sia lieve la terra.Ti sia lieve la terra.&nbsp;Alessandra di NemoraContinua l'esplorazioneTuscolo, santuario di SatanaTuscolo, fra metapaesaggio e TaoMonte Tuscolo, morte e resurrezioneL&#8217;Anfiteatro sepolto del Tuscolo e le mura PoligonaliSul campo di Battaglia: alla ricerca del Lago RegilloLa Cavit\u00e0 del Teschio sul Monte Tuscolo"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"La Via dei Sepolcri, Monte Tuscolo","item":"https:\/\/www.nemora.it\/via-dei-sepolcri\/#breadcrumbitem"}]}]